In memoria di Renato Janin

L’incidente

Correva l’anno 1961, e all’autodromo di Monza si stava disputando il Gran Premio d’Italia di Formula 1, nel primo giro ci fu una collisione tra Wolfgang von Trips e Jim Clark alla staccata della Parabolica. La vettura di von Trips uscì di pista e si schiantò contro le reti di protezione, dietro le quali erano accalcati numerosi spettatori. Oltre al pilota, persero la vita 15 persone.

L’incidente fu tale che von Trips fu catapultato fuori della macchina appena questa iniziò a roteare e cadde a terra mentre passava la macchina di Clark. La macchina però prima di fermarsi sul tracciato roteò sulla staccionata e colpì il pubblico presente, prima di ridiscendere, impattare a terra e disintegrarsi sulla pista.

Tra il pubblico vittima della carambola c’era anche Renato Janin che si era recato assieme ad altri amici ad assistere al Gran Premio di Formula 1.

E’ a questa persona, appassionata di motori, pilota di moto a sua volta ma soprattutto un uomo dagli alti valori…. che il Moto Club Start Motor Events vuole dedicare un ricordo e un pensiero…

In memoria di Renato Janin.
Tratto dall’articolo di un giornale locale dell’epoca.

“Ardito” lo chiamavano i suoi compagni durante la lotta partigiana. E’ Renato Janin, di 35 anni, di Arnad la quinta vittima valdostana della sciagura di Monza, i cui funerali hanno avuto luogo domenica 17 settembre fra un’imponente cornice di folla costernata per il triplice lutto che ha colpito questo piccolo paese.

Davanti a quella che è stata la sua casa abbiamo incontrato i suoi compagni di tante battaglie, passate e recenti. Ernesto Girod, comandante del distaccamento “Molinaro” della 176° brigata Garibaldi, racconta che nella primavera del 1945 Renato Janin era di guardia, insieme ad altri due partigiani, sul Colle Vert, ai confini fra Challand e Arnad. I nazifascisti un giorno erano saliti in forze per attaccare la formazione partigiana; mentre i suoi due compagni rimanevano uccisi, Renato Janin, benché ferito ad una gamba, riusciva a raggiungere il proprio distaccamento ed a dare l’allarme.

Prima ancora, nel luglio del 1944, egli aveva partecipato alla battaglia di Lillianes dove il distaccamento di Arnad veniva decimato dai nazifascisti. Anche in questa battaglia egli aveva dati il meglio di ciò che la sua inesauribile carica vitale poteva esprimere.

Dopo la liberazione, pur non essendo mai iscritto ad alcun partito, egli continuava la sua lotta, era l’animatore delle iniziative dell’ANPI locale, e per tre volte egli veniva eletto consigliere comunale ad Arnad nelle liste di sinistra e da 1956 ricopriva l’incarico di assessore comunale. Dinamico, pieno di iniziativa, egli accompagnava la passione per la moto al duro lavoro per mandare avanti la sua piccola azienda artigiana di laterizi.

Molti ad Arnad, ricordano quando, negli anni passati, egli faceva stridere i freni della propria moto, che ruotava su se stessa e ripartiva in direzione opposta.

Poi sono venute due bimbe (che ora hanno sette ed undici anni) e Renato Janin si è dedicato con ancor più impegno al proprio lavoro.

L’interminabile corteo che ha accompagnato Renato Janin all’estrema dimora ha voluto essere la testimonianza della generale stima di cui egli godeva fra i propri compaesani e nei comuni vicini. Fra gli altri abbiamo notato il presidente della Giunta regionale, avv. Oreste Marcoz, il segretario della Federazione comunista valdostana, compagno Piero Germano, l’assessore regionale Gex, i sindaci di Arnad, Issogne, Pont Saint Martin e Challand, e una nutrita rappresentanza dell’ANPI dei comuni vicini.

Renato Janin era un uomo pieno di vita, sempre in movimento. L’ironia della sorte ha voluto che egli rimanesse ucciso proprio in uno dei rari momenti in cui, anziché protagonista, egli era semplice spettatore.